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  • Concluso il nuovo incubatore d’impresa a Maniago

    Concluso il nuovo incubatore d’impresa a Maniago

    Si sono definitivamente conclusi i lavori per la realizzazione del nuovo incubatore di impresa a Maniago (Pordenone) realizzato dal NIP – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone (https://www.consorzionip.it/).

    L’incarico di progettazione definitiva ed esecutiva è stato aggiudicato a Contec Ingegneria attraverso una procedura di evidenza pubblica, in quanto l’intervento ha beneficiato di un co-finanziamento da parte della Regione Friuli Venezia Giulia.

    L’intervento del nuovo incubatore d’impresa

    Il Consorzio NIP Nucleo per l’industrializzazione della provincia di Pordenone sorge all’interno di un territorio produttivo molto vivace noto in tutto il mondo per la produzione di coltelleria. Ma non solo. Il potenziale di crescita registrato nella comunità ha portato all’investimento in una nuova infrastruttura nel contesto di un incubatore d’impresa per attivare e consolidare nuove attività economiche.
    Ad oggi il Consorzio gestisce 5 aree industriali attrezzate nei comuni di Maniago, Montereale Valcellina, Meduno, Cimolais e Claut, Erto e Casso.

    Il nuovo incubatore d’impresa è composto da ampi spazi dedicati alla produzione, allo stoccaggio, attività complementari direzionali ed amministrative. Gli ambienti sono stati progettati nell’ottica di una complessiva flessibilità e versatilità per accogliere differenti attività economiche sviluppate nell’ambito del Consorzio.

    In questo processo edilizio, si è generato un processo virtuoso che ha visto le parti interessate interagire in modo proattivo per giungere al compimento dell’opera secondo i tempi e i costi programmati, nonostante il difficile periodo nel quale si è sviluppato il cantiere.
    L’attività di progettazione è partita, infatti, a fine 2018 e la realizzazione ha dovuto fare i conti con l’emergenza Coronavirus che nel primo lockdown di marzo aveva inizialmente sospeso anche le attività edili.

    L’approccio BIM oltre la progettazione

    Una nota di merito sull’intervento del nuovo incubatore d’impresa a Maniago va attribuita alla completa applicazione dell’approccio BIM (Building Information Modelling) sviluppato sia in fase di progettazione sia per la gestione del cantiere, fino alla raccolta delle informazioni tecniche destinate alla futura gestione e organizzazione del manufatto durante il proprio processo life-cycle. L’approccio organizzativo e del flusso informativo proposto con efficacia da Gruppo Contec per consentire l’interazione tra le diverse specialità divisionali si dimostra fondamentale supporto per tutta la filiera.

    La squadra

    Sono tanti gli attori di questo processo virtuoso portato avanti, che nel rispetto delle rispettive funzioni, hanno concorso al buon esito dell’iniziativa, sia da parte della stazione appaltante sia da parte del gruppo di lavoro operativo.

    Stazione appaltante NIP Maniago

    Direttore NIP e RUP Responsabile Unico del Procedimento: dott. Saverio Maisto;

    Responsabile tecnico: ing. Paolo Pivato;

    Direttore del cantiere: geom. Massimo Bovolenta (Impresa di costruzioni Sicea);

    Collaudatore tecnico e amministrativo: ing. Ettore Ravazzolo.

    Gruppo Contec

    Progettazione: ing. Elena Padovani, arch. Federico Gaspari, arch. Chiara Patuzzi, arch. Anna Tassan Got (Contec Ingegneria)

    BIM manager: ing. Michele Carradori (BIS-Lab®, laboratorio ricerca sviluppo Gruppo Contec)

    Direzione Lavori: ing. Edoardo Valentini (Contec Ingegneria)

    CSE CSP: arch. Massimiliano Gagliardi, geom. Giuseppe Sivo (Contec AQS)

    Assistenza legale: dott. Stefano Lappa (Pronext)

    Gestione del rapporto con gli Enti – arch. Veronica Fiocco

    Direzione Tecnica: ing. Paolo Cossato, ing. Davide Sganzerla (Contec Ingegneria)

    Responsabile di Commessa: ing. Stefano Savoia (Contec Ingegneria)

     

    Le immagini del nuovo incubatore d’impresa a Maniago

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    Progettare per la biodiversità è stato l’ultimo impegno di Contec Ingegneria, scelta da Parco Natura Viva (www.parconaturaviva.it) per l’importante intervento della “Serra dei Giganti / House of Giants” che segna il nuovo volto del Parco avviatosi complessivamente verso un masterplan di interventi strategici e strutturali nei prossimi anni.

    “Come mai i dinosauri sono così grandi?”. Da questa domanda – posta da un bambino ad una guida del Parco – nasce l’intuizione che ha portato l’avvio del masterplan nel 2017 del Parco Natura Viva con il primo grande progetto della Serra dei Giganti. Iniziata la demolizione della preesistente Serra Tropicale (sorta nel 1978, progettata proprio dal fondatore del Parco, Alberto Avesani) lo scorso ottobre 2018, il nuovo padiglione è ora visitabile dal pubblico.

    La serra è il primo esempio in Italia di un’area destinata a questo tema, con una superficie di 1.600 metri quadrati e 12 metri di altezza.

    “Affrontare il tema del gigantismo e del nanismo in natura – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco, tra le eccellenze europee per la protezione delle specie animali minacciate e in via di estinzione che lo scorso giugno ha festeggiato i primi cinquant’anni di attività – ci permette di indagare un aspetto affascinante della biodiversità: vogliamo cercare nei mammiferi, negli uccelli, nei rettili e negli insetti, la chiave di lettura che possa spiegare il motivo delle loro dimensioni anomale che insorgono improvvisamente, per fattori climatici ed ecosistemici.

    Peraltro, nella storia dell’evoluzione, questo è avvenuto anche nel caso dell’uomo. L’Homo floresiensis, alto poco più di un metro, visse – ironia della sorte – sull’isola indonesiana di Flores fino a 60.000 anni fa, proprio a poca distanza da uno dei rettili più giganteschi che abbiano mai calcato la Terra: il drago di Komodo. Una specie oggi vulnerabile di estinzione, protagonista della Serra dei Giganti.

    Il ruolo di Contec Ingegneria

    Contec è stata chiamata a curare il progetto esecutivo-architettonico, la gestione degli appalti delle opere civili-strutturali, del trattamento delle acque, delle scenografie e degli allestimenti interni, il Construction Management – cioè la gestione dell’intera fase di costruzione – e la Direzione Lavori. A questo ruolo, è stato anteposto il coordinamento della demolizione della struttura preesistente.

    “Entrare in uno contesto come il Parco Natura Viva per gestire un ambizioso progetto come la House of Giants è stata davvero una grande sfida. Nella sua esperienza, Contec ha gestito progetti di maggiore portata, ma ogni lavoro, piccolo o grande che sia, risulta sempre diverso dagli altri e spesso anche più complicato del previsto. Non sono le dimensioni dell’intervento che incidono sulla complessità e questo progetto ne è un esempio: una nicchia di discipline interconnesse all’interno di un ambiente come quello del Parco che deve mantenere intatte le proprie attività quotidiane senza risentire dei lavori in corso” esordisce Christian Udali, ingegnere civile senior e responsabile di commessa presso il Parco.

    La gestione delle esigenze: cantiere e animali

    Prosegue Udali “In cantiere, abbiamo gestito contemporaneamente la presenza e le esigenze delle imprese esecutrici assieme a quelle del personale del Parco e dei visitatori, essendo la futura Serra dei Giganti localizzata proprio nel cuore del Parco.

    Alle imprese è stato chiesto di lavorare in tempi discretamente ristretti e su opere non standard, come per esempio gli impianti che dovevano ricreare tre ambienti climatici diversi tra di loro all’interno di un unico edificio.

    Il personale del Parco era invece portavoce delle esigenze legate alla gestione degli animali che avrebbero preso residenza nella Serra, esigenze che rendevano inderogabile il rispetto delle tempistiche: ciò che accade in un cantiere più ordinario tra negoziazioni e comuni varianti, non poteva accadere al Parco Natura Viva. In questo caso, il ritardo avrebbe compromesso una macchina internazionale ormai avviata che aveva organizzato l’arrivo di nuove specie: gli animali – seppur temporaneamente e custoditi – non possono sostare in qualsiasi luogo perché hanno bisogno di climi e ambienti creati ad hoc per loro”.

    …e i visitatori?

    “L’impegno del Parco Natura Viva è stato di garantire l’apertura e la fruizione dei propri spazi, soprattutto, mantenendo intatto il livello delle straordinarie esperienze che sa regalare…pur con un cantiere in piena esecuzione al proprio interno! La gestione di queste molteplici esigenze è stato quindi uno dei temi portanti e caratterizzanti del cantiere”.

    Conclude Christian Udali con le emozioni che questo mestiere sa riservare “L’arrivo e la sistemazione del primo animale è stata un’emozione indescrivibile. Ce l’avevamo fatta e non si poteva più tornare indietro! La soddisfazione maggiore però l’ho ricevuta dal Direttore Cesare Avesani Zaborra che si è complimentato di persona, elogiando la gestione di questa situazione complessa per i numerosi ruoli interni e le, talvolta, divergenti esigenze che dovevano coesistere (il veterinario, il keeper o i tecnici di laboratorio solo per citarne alcuni).

    Lo staff di Contec Ingegneria coinvolto nel progetto è composto dall’ing. Christian Udali, arch. Anna Paola Valbusa, arch. Enrico Antonioli, ing. Paolo Cossato.

    La complessità tecnica

    La maggiore complessità tecnica sottesa alla realizzazione della c.d. House of Giants è stata quella di individuare le tre diverse aree climatiche che corrispondono a una zona più secca ad alta temperatura destinata ai draghi di Komodo con la minima a 28 gradi, una più umida e insulare destinata alle tartarughe delle Seychelles con la minima a 22-23 gradi e quella amazzonica per la lontra gigante, che può scendere anche a 18 gradi.

    Per alcune delle specie ospitate è stato necessario prevedere anche una variazione dell’ecosistema riprodotto: un’area interna ed esterna per le lontre e per le tartarughe giganti e un tetto apribile per il drago di Komodo. Libere di volare all’interno le farfalle giganti mentre il terrario aperto ospiterà coleotteri giganti e altri predatori giganti del microcosmo.

    Per approfondire la storia del Parco Natura Viva e del suo patrimonio naturalistico: Fact sheet e Conservation data.

    Per conoscere il Parco, https://www.parconaturaviva.it/, e la nuova House of Giants, https://www.parconaturaviva.it/giants.

    Alcune immagini dei festeggiamenti per il 50° anniversario del Parco Natura Viva e il lancio della Serra dei Giganti:

     

    La serata di celebrazioni del 50esimo anniversario

    La serata di celebrazioni del 50esimo anniversario

    Ospiti internazionali di fronte alla statua di Pippo, animale fondatore del Parco natura Viva

    Ospiti internazionali di fronte alla statua di Pippo, animale fondatore del Parco Natura Viva

    Cesare Avesani Zaborra sul palco con il suo staff, da sx_ Camillo Sandri, Katia Dell_Aira, Caterina Spiezio, Maria Ordinario

    Cesare Avesani Zaborra sul palco con il suo staff

    Cesare Avesani Zaborra nel cantiere della nuova Serra dei Giganti, insieme al plastico

    Cesare Avesani Zaborra nel cantiere della nuova Serra dei Giganti, insieme al plastico. Il quarto e il quinto da sinistra, ing. Christian Udali e ing. Paolo Cossato di Contec Ingegneria

    A questo link, l’intervista al Direttore del Parco dott. Cesare Avesani Zaborra: https://daily.veronanetwork.it/cultura/cultura-verona/parco-natura-viva-inaugurata-la-serra-dei-giganti/.

    Nella foto dell’articolo, un esemplare femmina di varano di Komodo giunto al Parco attraverso il progetto EEP dell’EAZA. Courtesy of Parco Natura Viva.

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