RUPort 2025 – 2026, Pronext fotografa la P.A.
L’indagine, condotta su scala nazionale, rivela un sistema a due velocità: la digitalizzazione stenta a decollare e la carenza di personale qualificato frena gli investimenti. Il Partenariato Pubblico-Privato resta al palo.
Entrato pienamente in vigore il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), la rivoluzione attesa nella Pubblica Amministrazione stenta a trasformarsi in realtà operativa. È quanto emerge dal RUPort 2025 – 2026, l’analisi strategica condotta dall’Osservatorio Pronext che ha coinvolto un ampio campione di Responsabili Unici del Progetto (RUP) operanti in tutta Italia, prevalentemente in Comuni ed Enti locali.
Il report restituisce la fotografia di un sistema amministrativo sotto stress, stretto tra l’ambizione normativa di velocità e semplificazione e una realtà fatta di organici ridotti e tecnologie non ancora mature.
I DATI CHIAVE: EFFICIENZA E CAPITALE UMANO
Nonostante il Codice sia fondato sul cosiddetto principio del risultato, il 55,5% dei RUP intervistati dichiara che le nuove norme hanno creato difficoltà aggiuntive, con solo il 22,2% che afferma di aver riscontrato un effettivo miglioramento dell’efficienza.
Il vero collo di bottiglia, tuttavia, non è la norma in sé, ma le persone: per il 66,7% dei rispondenti, infatti, la carenza di personale qualificato rappresenta il principale ostacolo operativo.
IL PARADOSSO DIGITALE
Anche la digitalizzazione integrale del ciclo di vita dei contratti, pilastro della riforma, si sta rivelando un percorso a ostacoli. Il 51,9% dei RUP giudica insufficiente l’interoperabilità tra le piattaforme; il 59,3% ritiene l’efficacia dei sistemi attuali inadeguata. Quello che doveva essere uno strumento di accelerazione viene spesso percepito come un ulteriore onere burocratico, con portali che non dialogano tra essi e costringono a inserimenti manuali ridondanti.
L’OCCASIONE MANCATA DEL PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO
In un momento socio-economico in cui la fame di infrastrutture è alta, il Partenariato Pubblico-Privato (PPP) rimane uno strumento marginale. Il 37% degli enti non ha alcuna esperienza in merito e non prevede di utilizzarlo. Le barriere sono evidenti: da un lato la complessità delle procedure (70,4%), dall’altro la mancanza di competenze interne per gestirle (66,7%).
IL COMMENTO DI PRONEXT
“I dati del RUPort 2025 – 2026 ci dicono chiaramente che la norma da sola non basta a riformare il Paese” dichiara Stefano Lappa, AD di Pronext, società di consulenza e servizi operativi per la Pubblica Amministrazione e le aziende. “Siamo di fronte a una P.A. a due velocità: una minoranza strutturata che corre, e una maggioranza di piccoli enti che rischia di arenarsi. Per sbloccare gli investimenti non servono nuove leggi, ma un piano straordinario di formazione specialistica e un cambio di passo nel Partenariato Pubblico-Privato, dove le imprese devono imparare a proporsi non più come semplici fornitori, ma come partner strategici in grado di supportare l’ente pubblico fin dalle fasi preliminari“.
CONCLUSIONI E PROSPETTIVE
L’Osservatorio Pronext 2025 – 2026 evidenzia tre priorità strategiche per il prossimo futuro:
1. Formazione specialistica continua
Investire massicciamente sulle competenze tecniche e digitali del personale attraverso percorsi formativi di alto livello.
2. Governance digitale
Passare da una digitalizzazione subìta ad una invece governata, anche con risorse dedicate.
3. Rilancio del Partenariato Pubblico-Privato
Colmare il gap di competenza interno alla P.A. attraverso un’attività di advisory qualificata da parte del mercato privato.
IL REPORT COMPLETO È DISPONIBILE A QUESTO LINK.
Pronext (www.pronext.it) è una società di consulenza e servizi operativi per la Pubblica Amministrazione e le aziende private che vi collaborano specializzata nell’ottimizzazione delle risorse pubbliche attraverso supporto integrato giuridico, amministrativo, economico-finanziario e formazione per la gestione di appalti pubblici, Partenariato Pubblico-Privato e investimenti complessi.
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