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    digitalizzazione processo edilizio

    Organizzazione e digitalizzazione del processo edilizio – nuova pubblicazione

    E’ stato pubblicato sull’ultimo numero della rivista Formamente International research journal on digital future (Gangemi Editore) l’articolo co-curato dall’ing. Stefano Savoia di Contec Ingegneria dal titolo “Organizzazione e digitalizzazione del processo edilizio. Strumenti possibili per l’innovazione nel settore delle costruzioni”.

    L’articolo tecnico è stato scritto in collaborazione con il prof. arch. Pier Luigi Carci e la prof.ssa arch. Cinzia Barbara Bellone dell’Università degli Studi “Guglielmo Marconi” di Roma. Il testo è tratto dalla tesi del Master Universitario di II livello in “Gestione del Processo Edilizio” conseguito dall’ing. Stefano Savoia.

    Formamente anno XIII, numero 3-4 2018 di Gangemi Editore (https://www.gangemieditore.com/periodici/formamente/52).

    A POSSIBLE TOOL FOR THE TERRITORY REGENERATION. ORGANIZATION AND DIGITALIZATION OF THE BUILDING PROCESS THROUGH BIM / ORGANIZZAZIONE E DIGITALIZZAZIONE DEL PROCESSO EDILIZIO. STRUMENTI POSSIBILI PER L’INNOVAZIONE NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

    Abstract

    Posto che la digitalizzazione dei processi nell’arretrato settore delle costruzioni sia un passaggio strategico fondamentale che pare oramai ineludibile, non vi è dubbio che si tratti di una vera rivoluzione coinvolgente ogni attore del processo edilizio: committenti, costruttori, professionisti, gestori e utilizzatori di immobili, sistema del credito, sistema delle assicurazioni, …

    Tuttavia la grande estensione ed impatto di questo salto culturale, di questo cambio di paradigma, non potrà pervadere in un tempo limitato gli stakeholders del processo edilizio in modo completo ed uniforme. Tale difficoltà sembra palesarsi già dai primi difficoltosi tentativi nell’ambito delle opere pubbliche, dove il processo di cambiamento, che dovrebbe essere generato a partire da una piena consapevolezza delle Stazioni appaltanti, muove solo ora primi passi.

    La recente entrata in vigore del c.d. “Decreto BIM” (come previsto nell’art. 23 comma 13 del Codice Appalti Dlgs n°50/2016) conferma tuttavia perlomeno l’avvio obbligato di questo approccio nei prossimi anni per le Opere Pubbliche.

    Pare necessario un cambiamento graduale rispetto agli assetti attuali del settore, anche se questi sono, storicamente e a causa del perdurare della crisi dell’industria delle costruzioni, decisamente attestati su livelli bassi e approssimati rispetto l’impiego efficace di tecnologie disponibili.

    Nessuna autorevole voce pare infatti mettere in discussione come la digitalizzazione possa rivoluzionare il settore delle costruzioni e come il BIM possa presentarsi come “epifenomeno influente della digitalizzazione” (A. Ciribini).

    Tuttavia il fenomeno nel suo complesso dovrebbe forse essere valutato e agito con numerose azioni riformatrici diffuse e non tanto con singoli emblematici episodi “rivoluzionari” rispetto il presente.

    In tale senso le più interessanti applicazioni in campo si pongono come esperienze senz’altro significative dal punto di vista della digitalizzazione, anche se apparentemente ancora lontane dall’approccio BIM integrale e totalizzante così come viene definito dalla più recente letteratura scientifica sul tema.

    Appare insomma più conforme e realistico, riferendoci alla particolare realtà italiana, un approccio volto a “prevedere una diffusione parziale di elementi innovativi, isolati in sé medesimi, e ricondotti entro un quadro resiliente” (A. Ciribini).

    Il ragionamento attorno al fatto edilizio, quale espressione di un processo articolato e complesso, dovrebbe avere nella centralità della fase del progetto una spinta forte e convinta all’innovazione da parte delle strutture di progettazione.

    Tuttavia anche la fase della progettazione, come convenzionalmente definita, non pare ancora oggi agita in chiave innovativa. Le micro strutture di progettazione presentano nel loro ambito le stesse criticità dell’intero processo, riconducibili nell’essenza alla frammentazione dei singoli operatori, che intervengono con la loro specialità in modo puntuale e, solitamente, non integrato all’insieme.

    Sono poco diffusi nella cultura professionale media i fondamentali concetti di sistema di gestione (con riferimento ad esempio alla norma UNI EN ISO 9001 sistemi di gestione della qualità), project management (con riferimento ad esempio alla norma UNI ISO 21500 guida alla gestione dei progetti – project management); gestione del rischio (con riferimento ad esempio alla norma UNI ISO 3100 Gestione del rischio – Principi e linee guida).

    Questi riferimenti, viceversa, sono in ampia evidenza nei contesti di progettazione internazionale.

    La via per la digitalizzazione dovrebbe pertanto passare attraverso l’organizzazione, in quanto elemento imprescindibile al suo utile impiego nei processi legati al settore delle costruzioni, nei quali la digitalizzazione dovrebbe assumere sempre più un ruolo decisivo.

    La stessa consapevolezza consentirebbe inoltre l’approccio dei progettisti o delle piccole organizzazioni di progetto, a singoli temi puntuali, che potrebbero essere affrontati con logiche innovative, andando a costituire una diffusa necessaria distribuzione di esperienze affrontate in chiave più attuale.

    La via italiana alla digitalizzazione, in conclusione, potrebbe passare dalla giustapposizione organizzata di singole esperienze, inducendo il passaggio al futuro dal particolare al generale.

    Si tratta quindi di individuare prassi operative possibili rinunciando ad improbabili (come detto poco agibili nella realtà italiana) e astratti modelli teorici complessi probabilmente oggi prematuri.

    Le prassi operative naturalmente dovranno essere inquadrare ed afferire ad uno scenario più ampio nel quale la ricerca universitaria ed il mondo della normazione costituiscono un certo punto di riferimento.

    La ricerca descrive ed analizza alcune di queste prassi, che sembrano confermare l’agibilità di questo approccio pragmatico, come detto forse unico possibile nel particolare scenario italiano, fondato sull’organizzazione e la digitalizzazione incrementale del processo ovvero, come detto, di parti specifiche di questo.

    Parole chiave: BIM, digitalizzazione, processo edilizio, organizzazione, innovazione

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