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Finanziamenti e agevolazioni per il restauro

Sono state rinnovate dall’Istituto Regionale per le Ville Venete IRVV anche per il 2018 le misure di sostegno per il restauro di ville venete.

Patrimonio inestimabile. Internazionale. Genius loci.

Le ville venete sono un libro composto da molte storie: società, agricoltura, arte, trasporti, politica, economia, costume. La premessa per sentire ancora oggi il racconto del patrimonio che ci circonda è la valorizzazione degli spazi che chiedono di essere vissuti, abitati, conosciuti, visitati.

Per questo l’Istituto Regionale Ville Venete (www.irvv.net ), in adesione ai propri scopi costitutivi, ha riproposto anche per il 2018 misure per la conservazione delle ville in sostegno ai proprietari, siano essi Amministrazioni locali, proprietari pubblici o privati.

I finanziamenti previsti attraverso mutuo agevolati o contributi a fondo perduto, sono ammessi per interventi di consolidamento e restauro degli edifici, dei parchi e dei giardini.

Al link, i nuovi bandi 2018: http://irvv.net/it/d/finanziamenti.html#c293.

Tra le competenze necessarie per rispondere a questo bisogno di valorizzazione, risponde l’Ingegneria del restauro che declina il sapere scientifico delle costruzioni nelle delicate problematiche degli edifici storici, anche vincolati.

L’ingegneria del restauro lavora rispettando l’identità architettonica e territoriale della villa veneta per valorizzarne le condizioni di accesso e fruibilità.

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Photo credit: IRVV

Le ville venete, ieri e oggi.

La villa veneta è una tipologia di architettura aristocratica sviluppatasi nella terraferma della Repubblica di Venezia tra il XV e XIX secolo. E’ tra queste che spiccano le note ville palladiane, edifici progettati dall’architetto Andrea Palladio e annoverati tra il patrimonio UNESCO.

Tra le principali caratteristiche della villa veneta, si riconosce l’inserimento nel contesto naturale della proprietà agricola in accordo alle funzioni economico-produttive che inizialmente esse rivestivano, ma che con il passare degli anni hanno lasciato spazio alla villeggiatura e all’esibizione della ricchezza.

Generalmente, la villa veneta è composta da un corpo centrale (conosciuto anche come casa dominicale) abitato dai proprietari e reso prezioso da affreschi, ornamenti e decori artistici, drappeggi e statue. In prossimità di questa vetrina di rappresentanza, erano presenti delle pertinenze – chiamate barchesse – abitate dalla servitù e dai contadini per lo svolgimento delle funzioni domestiche (cucina), allevamento (stalle) o magazzino agricolo.

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Photo credit: IRVV

Secondo il censimento svolto dall’IRVV, sono stati catalogati 4.243 edifici, di cui 3.807 in Veneto e 436 in Friuli Venezia Giulia.

Il 15% delle ville registrate è di proprietà pubblica o di enti ecclesiastici mentre l’85% è di proprietà privata.

E’ una responsabilità con benefici collettivi sostenere – attraverso differenti strumenti – la conservazione di questo patrimonio diffuso così capillarmente e caratterizzante sul territorio.

Valorizzare ha molti significati, oggi è condividere. Favorendo la più ampia fruizione possibile delle ville e dei paesaggi che le circondando, si innesca –  o si rinforza – il processo di consapevolezza della cultura e della trasmissione dei valori identitari della comunità e del territorio.

Gli interventi di consolidamento e di restauro adeguano gli edifici agli standard di legge, creando le condizioni per aprire la villa, nel vero senso del termine, ai visitatori e sfruttare tutte le sue potenzialità.

Clicca qui per consultare la catalogazione delle ville venete a cura dell’IRVV.

Perché è importante l’ingegneria del restauro nella valorizzazione delle ville venete?

Spesso si generalizza e si pensa che l’ingegneria sia rivolta solo ad edifici di nuova realizzazione, opere industriali o infrastrutturali. Ma non è così. Esiste un’ingegneria specialistica, con un approccio artigianale, che si applica con minuziosa perizia al recupero di edifici storici con valori intrinsechi non solo riconducibili dalle parti decorate o da ornamenti estetici di più immediata lettura, bensì anche – e soprattutto – dalle strutture che costituiscono lo scheletro portante del manufatto.

In questo caso le metodologie di approccio e di intervento devono coordinare la scienza delle costruzioni e la salvaguardia di superfici storiche, di aperture esistenti, di spazi e percorsi consolidati e non variabili.

Da qui, la classificazione di ingegneria del restauro come disciplina puntuale che quasi percorre una strada precisa e delineata, sempre a stretto contatto con le discipline dell’architettura e del restauro specialistico.

Per informazioni, chiarimenti o supporto, l’Area Tecnica di Ingegneria del Restauro di Contec Ingegneria è a disposizione: contec@contec-srl.it o 0458167711.

L’immagine principale dell’articolo riporta l’arco sito nel Parco di Villa Venier a Mira (Venezia) il cui restauro è stato progettato da Contec Ingegneria.

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